EOFT 18/19 - UNA SERATA e OTTO FILM

L’European Outdoor Film Tour  fondato nel 2001 presenta film e documentari di sport e outdoor dall’alto contenuto adrenalinico.
Nessuna sceneggiatura, nessun cast di attori o effetti speciali. È tutto reale!

BRESCIA

22 10 2018, 20:30

Auditorium Balestrieri, Liceo Leonardo

La durata di ogni serata è di circa due ore, con una pausa di 30 minuti. A questo si aggiungono giochi a premi, presentazioni e interviste, per una durata complessiva di circa tre ore. Tutti i film avranno sottotitoli in italiano. 

The A.O.

Adam Ondra è uno degli arrampicatori sportivi più di successo e versatili dei nostri tempi. Il suo corpo super allenato sembra che sconfigga la forza di gravità senza fatica. Ma riesce davvero a conquistare le vie più difficili solo grazie ai muscoli e alla resistenza? O si tratta forse piuttosto di forza mentale, che gli permette persino di arrampicare un 8a a occhi chiusi? Vogliamo scoprirlo e, nel film The A.O, esaminiamo questo talento dell’arrampicata fin nei minimi dettagli.

FROZEN MIND

Chamonix, Francia. Qui, discese estreme e molto impegnative aspettano Victor de le Rue e Pierre Hourticq. Che si tratti di sci o snowboard: nei canali più stretti o sui nevai ghiacciati, solcati a velocità di 60 km orari, non vengono colti di sorpresa, ma è proprio lì che inizia il bello! E poiché c’è anche tempo di costruirsi un piccolo kicker, la pala fa parte dell’attrezzatura di base del Freeride. 

NORTH OF NIGHTFALL

La settima isola più grande del Canada si chiama Axel Heiberg e si trova a nord del Circolo Polare Artico. In inverno è sempre avvolta dalla nebbia e ricoperta di neve e ghiaccio. Ma quando il sole fa capolino, mostra il suo vero volto. Questo paesaggio di detriti ricoperto di ghiacciai imponenti offre infatti i migliori trail di mountain bike. Non c’è quindi da meravigliarsi se Darren Berrecloth, Carson Storch, Cam Zink e Tom Van Steenbergen non possono resistere a questi percorsi pressoché infiniti. 

VIACRUXIS

A volte, un’avventura in montagna può trasformarsi in un incubo. Anche se si arriva in vetta. O forse proprio a causa di questo. Per fortuna i nostri due alpinisti ambiziosi non sanno cosa li aspetta in questo tour. Lottano silenziosi tra neve e ghiaccio e non perdono mai di vista il loro obiettivo, neanche con la nebbia o con le pietre che cadono. Eppure, proprio quando sembra che si stiano avvicinando alla vetta, la spedizione prende una piega inaspettata. VIACRUXIS: un film vivace e amorevole in stop motion sulle piccole e grandi catastrofi in montagna.

MBUZI DUME

Mbuzi Dume: In Swahili vuol dire “capra veloce”. È il soprannome che la guida africana Tom Belz ha dato alla sua spedizione sul Kilimangiaro. Tom perse la sua gamba sinistra all’età di 8 anni. Da allora ha perfezionato l’arte della corsa con le stampelle e ha i piedi ben piantati per terra, anche solo con una gamba. Eppure, non si sarebbe mai sognato di scalare il Kilimangiaro e vivere l’alba a 5895 metri. E di certo nemmeno di poter condividere l’avventura con la persona che gli ha salvato la vita: il dr. Klaus Siegler.

8000+

Nel luglio del 2016, il parapendista Antoine Girard da solo, dalla cittá di Skardu si porta fino alle cime più alte delle montagne del Karakorum. Il francese ha già tentato di conquistare gli 8051 metri del Broad Peak e scendere dalla cima con il parapendio due volte. Ora spera solo che il vento favorevole lo porti in vetta – o addirittura ancora oltre. Se ci riuscisse, stabilirebbe un nuovo record di altezza per un volo in parapendio. Ma, si sa, l’aria degli Ottomila è molto fine. A quelle quote, la partenza e l’arrivo sono molto rischiosi. Soprattutto quando si può contare solo su una persona: sé stessi. 

A to B ROLLERSKI

Nel 1988, Raimonds Dombrovskis insieme al suo cane Bucis e al suo furgoncino Volkswagen tutto attrezzato, vuole percorrere 6700 chilometri sugli skiroll, dal Canada del nord fino al confine con il Messico. Le strade sono sconnesse, i leggings molto aderenti e il successo del progetto non è per niente scontato. Eppure, si sente un cambiamento nell’aria. Non solo sulle strade del Nord America, ma anche in Lettonia, la sua patria. È convinto che la caduta dell’Unione Sovietica sia dietro l’angolo. Il suo sogno è quello di partecipare alle prossime Olimpiadi invernali nella squadra di biathlon e correre per la Lettonia (non l’Unione Sovietica!) Prima, però, deve arrivare in Messico. 

THE FRENCHY

Chi ascolta la storia di Jacques Houot si meraviglierà di certo e si chiederà come questo ottantaduenne possa essere ancora in vita. Ci sono state almeno ventitré occasioni in cui sarebbe potuto perire troppo presto. Eppure, ogni volta si è risollevato e sembra che i suoi giorni non siano affatto contati. Oggi, questo signore francese passa la maggior parte del suo tempo in montagna. Nelle vicinanze di Carbondale (Colorado) non ci sono sentieri di mountain bike e nemmeno piste da sci che siano al sicuro da lui. Che Jacques Houot ami la vita si capisce all’istante. 

SIAMO ANSIOSI DI VEDERVI!